Spedizione gratuita su tutti i prodotti

La fede in Dio è la roccia di salvezza

Lc 17,5-10: In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Commento al Vangelo

A CURA DI DON VENANZIO FLORIANO

«AUMENTA LA NOSTRA FEDE» (Lc 17,5-10)

È accorata la richiesta degli apostoli. Però, la risposta di Gesù ci fa intuire che in quel momento i discepoli stessi vivevano non la poca fede, ma la mancanza di fede; se ne bastava un “granellino” per spostare una montagna, è segno che in quel momento non ne avevano per nulla.

1) A questo proposito è opportuna una puntualizzazione. Noi di solito distinguiamo tra “credenti” e “atei”. Il credente è colui che ha fede, l’ateo è colui che non crede che Dio esista. Il che non è del tutto giusto! Di solito il vero ateo è un uomo fortemente in ricerca di una risposta ai problemi fondamentali della vita; il che lo farà molto facilmente approdare alla fede.

Rimane saggia l’ironia di Umberto Eco, che non ama definirsi ateo ma agnostico, perché – afferma – «non si lasciano le sacrestie dei clericali per rifugiarsi in quelle degli atei». Però risolve la questione dell’esistenza di Dio da par suo: «Sì, è vero, non credo più in Dio, ma forse Dio crede ancora in me. Dunque, manteniamo tra noi un certo rapporto».

Infatti, diceva il teologo Karl Rahner che il vero ateo non esiste; per essere coerente con la sua tesi dovrebbe tacere su Dio. Ma poiché ci sarà sempre qualcuno che ne ammette l’esistenza, l’ateo nel negarla l’afferma; la negazione parte sempre dalla supposizione della sua esistenza.

2) La vera distinzione è tra credenti e indifferenti: il credente non è solo colui che afferma di avere la fede, ma che conforma la sua vita con la Parola di Dio che è Gesù; l’indifferente è, invece, colui che afferma di credere ma vive come se Dio non esistesse; ammette l’esistenza di Dio ma non ne accetta gli insegnamenti; è colui che non è né caldo né freddo; per cui afferma Dio: «Poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca» (Ap 3,16). Il vero ateismo è l’indifferenza; per cui è più facile per Dio salvare un ateo che un indifferente. È il rischio che corriamo tutti di trovarci nella schiera degli indifferenti!

3) Dal paragone che Gesù ci consegna si arguisce che il modo per crescere nella fede è l’impegno di vivere tutto come servizio, non come carriera, prestigio, profitto. La categoria del servizio ci stimola a far solo e tutto quello che costruisce la convivenza, nella convinzione che nessuno è padrone (Dio solo è Padre) e tutti siamo servi, e per di più “servi inutili”. Solo con Dio si costruisce la comunione, superando ogni divisione.

Altrimenti, anche noi consideriamo così pazzesco lo slogan di Gesù: «Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili”», che ne formuliamo altri due inventati da noi: «Tutto è inutile!», convinti di non riuscire a far nulla sempre per colpa degli altri; «Tanto è inutile!» con un penoso riflusso nel privato, totalmente demotivati.

Archivio

XXX domenica del Tempo Ordinario

XXX domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.

leggi tutto
XXIX domenica del Tempo Ordinario

XXIX domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.

leggi tutto
XXVIII domenica del Tempo Ordinario

XXVIII domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.

leggi tutto
XXVI domenica del Tempo Ordinario

XXVI domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.

leggi tutto
XXV domenica del Tempo Ordinario

XXV domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.

leggi tutto
XXIV domenica del Tempo Ordinario

XXIV domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.

leggi tutto
Quattordicesima domenica del Tempo Ordinario

Quattordicesima domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.

leggi tutto
Decima domenica del Tempo Ordinario

Decima domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.

leggi tutto
Nona domenica del Tempo Ordinario

Nona domenica del Tempo Ordinario

Quando ebbe terminato di rivolgere tutte queste parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafarnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro giunti da Gesù lo pregavano con insistenza: «Egli merita che tu gli faccia questa grazia, dicevano, perché ama il nostro popolo, ed è stato lui a costruirci la sinagoga». Gesù si incamminò con loro.

leggi tutto
Settima domenica del Tempo Ordinario

Settima domenica del Tempo Ordinario

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano.

leggi tutto